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SEX

" La Pisana, La Lupa e Donna al Sole, rappresentano un’ideale "trittico erotico e vitalistico" dell'opera di Martini. Mentre nelle altre due opere pare rappresentato un sonno profondo e soave come dopo l’amore, nella Lupa viene secondo noi celebrato il terribile incontro tra Eros e Thanatos, in cui la sensualità si scioglie in un grido lancinante. "

 

Viaggiando tra le righe e giocando con le curiosità, abbiamo anche scoperto alcuni retroscena del destino di quest'opera che Martini considerava tra le sue preferite, tanto da tenerne la copia in bronzo in casa propria fino al marzo del 1947. Passati i preconcetti del periodo post-fascista sull'arte di quei tempi, che avevano lasciato in ombra opere come "la Lupa ferita", solo dalle esposizioni degli anni '80 riacquista il merito dovuto e ad oggi è considerato uno dei pezzi di Martini più rappresentativo e rappresentato al mondo.

 

"Forse la sua opera più drammatica o meglio una di quelle in cui la tensione si esplicita così naturalmente."

 

Tutti questi aspetti ci hanno affascinato, portandoci a lavorare all'estremo di quella ricerca della semplificazione delle forme tipica di Martini e che da sempre, accostata alla purezza della linea descrive il nostro lavoro.

Abbiamo così intrapreso la strada della ricerca sulle linee di forza dell'opera tralasciando completamente i riferimenti iconografici che lo stesso autore ha sempre rifiutato.

 

"Martini modella La Lupa in modo che il corpo resti sollevato grazie alla spinta esercitata su braccia e ginocchia, conquistando “quella posa insolita, che lo interessa per la sua naturalezza e la sua primordialità”. “Le forme naturali dell’uomo - spiega Martini - sono le forme del bambino che cammina a quattro gambe"

 

La nostra SEX elimina il dolore (la freccia e la smorfia) alla Lupa ferita, trasportandola idealmente ad un tempo primigenio, in cui il corpo gode dell'atto fisico elevando lo spirito tra sentimento impalpabile e gesto animale, orgiasticamente tra cielo e terra. Un'adolescenza dell'atto in cui l'amore è momento carico di piacere fine unicamente a sé, senza sovrastrutture di alcun tipo. La fotografia dell'attimo è quello immediatamente posteriore all'apice dei sensi in cui la posa animale si rilassa lasciando calare la testa tra le braccia, il respiro torna al suo ritmo sempre più regolare ma il pensiero è ancora confuso e trasognante.

 

La Lupa nella nostra visione diventa dunque un cuneo, un grande clasto, naturale e antico come lo spazio in cui vive, che si pianta nella terra tramite i suoi arti, nel desiderio violento di rottura della regola, tendendo verso il cielo tramite le spalle e le anche, che accolgono le acque piovane nell'arco della schiena in un moto quasi di fecondazione spirituale.

 

Un vortice sessuale, espresso tramite la concatenazione di linee e piani rigidi con altrettanti curvi, in cui lo spettatore puoi indagare, facendo un salto nei propri sentimenti spiando in modo più animale e ludico-voyeristico, o scavando nelle emozioni più pure, rispettivamente tramite le due spaccature sul retro e sul fronte dell'opera.

Presentato a Celle Ligure (SV) Spazio Espositivo Lungomare Carlo Russo

Mostra "Preciso in Testa"

19 giugno 2021

Grazie a

Associazione Ceramisti Albisola

Tecnica di realizzazione:

Foggiatura a lastre - gres 208/M -

Cottura 1100°

Misure:

H. 86 cm - L. 42 cm - P. 53 cm

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